Più verde è possibile, o meglio si potrebbe


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Parco della Favorita - Palermo
Parco della Favorita - Palermo

Il verde urbano o pubblico è per definizione quello spazio di pertinenza dei centri abitati nel quale trovare ristoro dallo smog dei mezzi di trasporto e dal loro inquinamento acustico, tra il verde delle alberature, i suoni della natura e il fresco derivante da specchi d’acqua e fontane.

Palermo è tra le tante cose la città delle contraddizioni, è una città di mare, ma il mare difficilmente lo si vedrà dalla città; è una città che ospita un parco, quello della Favorita che è il quarto parco più grande d’Italia, ma che è appannaggio di corridori che sfidano la sorte decidendo di andare a correre lungo la sua pista ciclabile e meta di sparuti gruppi che vi organizzano delle scampagnate una volta l’anno.

Ma Palermo è anche la città che ci prova a restituire ai suoi cittadini un po' di quel verde che tiene ben nascosto e, a volte, inutile negarlo, protetto proprio da loro. Si pensi al magnifico giardino di Villa Tasca, da qualche anno messo a disposizione della cittadinanza e non solo, dalla famiglia Tasca, al costo di un abbonamento annuale o di un ingresso giornaliero.

Eppure, quando in città vengono realizzate delle opere che nelle intenzioni vogliono migliorarne la vivibilità, è incredibile notare come non si pensi mai abbastanza alla presenza del verde, si veda il rimarchevole progetto per il restauro del molo di Sant’Erasmo, che ha restituito alla città un preziosissimo spazio che ci avvicina al mare (ma soprattutto al cibo!), che termina o forse dovremmo dire si arresta bruscamente e in modo incerto con una passerella circondata da un verde prato, da una timida seduta e, soprattutto, senza la presenza di UN solo albero che avrebbe potuto dar ristoro dal sole.

Eppure è possibile, nel resto d’Europa si fa! Esistono interventi in cui il verde è elemento cardine nella progettazione delle città. Guardiamo ad esempio all’intervento realizzato a Marsiglia, nella zona del porto turistico il “Vieux Port”, un’operazione molto complessa che ha integrato in modo eccellente innovazione, con il MuCEM museo dedicato alle civiltà del Mediterraneo, e storia della città con la riqualificazione del Fort Saint-Jean. Salta immediatamente all’occhio come la gestione del verde sia parte fondamentale del progetto.

Waterfront Marsiglia

Figura 1 fonte: Elle Decor


Il Fort Saint-Jean è circondato da vegetazione locale, quindi adatta alle temperature del luogo (elemento da non sottovalutare, se vogliamo che la natura non si rivolti contro ciò che la circonda), ed è dislocata in modo tale da risultare gradevole alla vista e all’olfatto, con delle aiuole basse e colorate caratterizzate dalla presenza di piante aromatiche, ma anche utile, con alberature che forniscano ombra in corrispondenza delle sedute.

Fort Saint Jean

Figura 2 fonte: madeinmarseille.net


Per tornare a ciò che succede a casa nostra, non posso non parlare dei lavori da poco conclusi per la realizzazione della a dir poco discussa Piazza Camilleri, che si pone a conclusione della “Rambla” di Via Emerico Amari. In questa sede farò solo notare come si sia persa una grandissima occasione con questo progetto di donare non solo alla città, ma anche all’enorme quantità di turisti, che in special modo nel periodo estivo transitano da quella piazza scendendo dalle navi da crociera/traghetti, di un luogo di ritrovo accogliente, al riparo dal sole cocente, in favore di un luogo che stento a credere sia stato il frutto di una progettazione di alcun tipo.

Rosa dei venti - Palermo

Figura 3 fonte: rosadeiventipalermi.it


Un’altra questione di non poca importanza, in merito alla fruizione di questi spazi verdi (e non solo), che comunque sono presenti in città, ma bisogna scovarli, è anche la comunicazione, ormai elemento centrale nella nostra quotidianità. Mi chiedo ad esempio quanti palermitani siano venuti a conoscenza del fatto che da Maggio a Luglio 2022 Villa Trabia e Villa Malfitano Withaker abbiano ospitato le installazioni di “Cracking Art”, questo particolare movimento artistico nato nel 1993 che si pone l'obiettivo di rivoluzionare il concetto di arte in chiave sostenibile, realizzando delle sculture in plastica riciclata che raffigurano animali (il "cracking catalitico" è la reazione chimica che trasforma il petrolio in plastica, da qui il nome del movimento), cercando di sottolineare lo stretto legame tra natura e realtà artificiale.

Ripercorrendo con la mente questi luoghi e pensando invece ad esempi in giro per l’Europa, mi rendo conto di quanto quello che manchi in primo luogo sia proprio la cultura del verde, perché non viene minimamente preso in considerazione nella progettazione degli spazi pubblici.

la barbera silvia
Silvia La Barbera è un'architetta nata e cresciuta a Palermo, appassionata di fotografia, che ama viaggiare, al momento impiegata presso l'impresa edile Aricò laboratorio edile.

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