Regaliamo giochi creativi ai nostri figli per tenerli lontani dalla dipendenza da cellulare
La Barbera Roberto società 163

Natale è appena trascorso. I nostri figli hanno già spacchettato i regali e, nel momento del loro scartamento, abbiamo sperato che siano stati di loro gradimento.
In prossimità delle feste, le pubblicità che imperversano in TV propongono di tutto: ci sono giochi che mai avrei pensato di conoscere. Mio figlio ha 4 anni e mezzo e, quando rimane immobilizzato davanti allo schermo per una di queste promozioni, provo sempre a immaginare cosa stia elaborando la sua mente.
«Perché la scelta di un gioco o di un giocattolo per un genitore deve essere ponderata con criterio?»
Viviamo un momento in cui i bambini hanno stimoli diversi rispetto a quelli della nostra infanzia, il mondo e la sua evoluzione corrono veloci. A mio parere, ma soprattutto secondo il parere di grandi esperti, le cose da cui dobbiamo proteggerli sono la dipendenza dai cellulari e l'appiattimento da interazioni futili. Osservando i bambini, ho come la sensazione che non giochino più come facevamo noi: i giocattoli, quelli degni di essere chiamati tali, li coinvolgono giusto il tempo della sorpresa; piuttosto, prendono sempre più campo videogames e interattività.
Penso che ci sia una crisi di idee nel settore gioco.
Vi sarà capitato di essere comodamente seduti sul vostro divano mentre guardate un cartone animato con i vostri piccoli. I canali come Rai Yoyo, Cartoonito e altri, proprio per la lora natura, propongono pubblicità rivolte ai bambini con una frequenza allucinante. Così, mentre guardate una delle avvincenti aventure di George, la scimmietta che fa coppia con l'uomo dal cappello giallo, c'è il solito stacco... «e cosa viene fuori?» Un annuncio esaltato ed eccitato che ci propone un gioco educativo: Salta la cacca o qualcosa del genere. Rabbrividisco! Non provo nemmeno a immaginare cosa possa proporre, ma tristemente mi accorgo che mio figlio ride quando sente la parola "cacca". Ora non li ricordo tutti, ma un altro di quelli che mi ha lasciato da pensare è quello in cui bisogna provare a non svegliare la nonna. Pensate se i bambini tentassero di farlo mentre la povera nonna sta realmente riposando. Loro lo faranno - statene certi - sopratutto se sono vispi.
Prima di concludere e non annoiarvi con altre famigerate proposte, vi ricordo una delle produzioni che più si è impossessata delle creatività dei nostri figli, dirottandoli verso l'appiattimento: le figurine dei "Brainrot", che propongono creature con nomi indicibili per metà esseri viventi e per l'altra qualcos'altro (mezzi meccanici, oggetti ecc), generando dei mostri impressionanti. Per chi non conoscesse il significato di brain rot, si intende marciume celebrale. E quindi, «che cosa devo spiegarvi oltre?»
La Tv, però, non è l'unica fonte di "bombardamento". Lo strumento più versatile e coinvolgente per i nostri figli è il cellulare. Attraverso i comuni dispositivi, le figurine brainrot diventano personaggi animati in Reel, canali YouTube, Tik Tok e social in genere. Chiunque li presenta come le celebrità del momento, trasmettondo ai propri utenti lo stesso messaggio: il nulla.
Lo smartphone è l'emettitore di tanti contenuti multimediali. Parlo per esperienza: è difficile tenere i nostri bambini lontani da questo supporto, perché i primi fruitori siamo noi stessi e questo modello glielo trasmettiamo, anche involontariamente. Se non siete voi, guardano i loro coetani già ipnotizzati dallo schermo e ti chiedono: «perché io non posso utilizzarlo?»
Anche io sono rimasto incastrato nella morsa in cui, per stanchezza o per altro, cedo all'inganno del cellulare, mediatore tra la mia richiesta di tranquillità e l'innocente curiosità di mio figlio. Osservando il mio bambino, notavo che si divertiva a guardare i video che scorrevano sotto i suoi occhi, così decisi di scrutare e capire cosa stesse ammirando. Caro lettore, ecco la devastazione: clip in cui ragazzi rispondono ineducatamente ai genitori, continue parole di cattivo gusto, atti vandalici e stranezze di ogni tipo.
Non provate a pensare che possiate limitare l'uso di questi canali, i bambini hanno tempi di apprendimento paurosi. Anche se bloccate, limitate e compiete operazioni informatiche, i video vengono riproposti per le continue ricondivisioni. Chiedetevi, piuttosto, come certi personaggi siano diventati ricchi e vivano in mega ville di lusso.
Di lì a breve, «volete sapere qual è il risultato ottenuto?» Aggressività, uso di parole inappropriate e comportamenti che rispecchiano ciò che guardano incondizionatamente. Allora, «qual è stato il prezzo di quella breve tranquillità che volevo ottenere?» Disperazione, rimproveri continui e, nei casi più gravi, continui contrasti. Credetemi, vista l'attenzione che pongo a questo tema attuale, sto parlando di un utilizzo del cellulare per un breve lasso di tempo.
Naturalmente dovevo correre ai ripari e rimediare al danno, dovevo trovare una soluzione per distoglierlo. Intanto, ho subito sottratto l'arnese dalle sue mani e ho cominciato a giocare di più con lui, con proposte coinvolgenti: disegni da colorare, disegni da creare da zero assegnadogli un tema; giochi di società che lo stimolano: indovina chi, forza 4, carte da uno. A questi ho alternato giochi all'aria aperta: parco giochi, spiazi in cui calciare la palla, quindi tutti quei giochi che lo mettono alla prova.
A questo punto, a Natale, «cosa potevo aggiungere ai nuovi giochi che ho pensato per lui?» Un box pieno zeppo di lego per dare libero sfogo alla sua creatività.
Signori, obiettivo raggiunto! Dopo le sue prime ideazioni di pura fantasia, mi ha reso fiero di tutto il percorso che ho fatto per tirarlo fuori dall'inganno.
Ciò che ho ottenuto è che si è appassionato, si è sentito coinvolto in qualcosa in cui lui era al centro dell'attenzione, e non quello scenario in cui subiva passivamente. Adesso la soddifazione più grande è che quando chiede il permesso per guardare il cellulare, lo fa per 5 minuti e poi lo butta via, quasi non gli interessasse più.
Forse ciò che ho fatto non ha un fondamento scientifico, la mia esperienza potrebbe non valere per altri, ma ho fatto un tentativo che mi ha riconsegnato un tenero bambino, che riesce a divertirsi senza guardare quell'ambiguo schermo.
Essere genitori non è mai stato un mestiere facile, per cui rimbocchiamoci le mani prima di non poter più rimediare.