Tennis Australian Open 2023. I grandi campioni non muoiono mai


sport 567
Andy Murray all'Australiano Open 2023
Andy Murray all'Australiano Open 2023

Non è stato un caso che fossero chiamati Fab Four i quattro tennisti che hanno dominato il circuito nell'era open, un appellativo certamente determinato dalla talentuosità e dai successi raggiunti in carriera. Dietro questo slang che ha etichettato Djokovic, Nadal, Murray e il recente ritirato Federer c'è un significato ancor più intrinseco se si considerano personalità, carattere e forza mentale di questi atleti, requisiti fondamentali che hanno contribuito a stilare il proprio palmares.

Questa riflessione nasce dopo solo due turni dell'Australian Open 2023: le due vittorie di Andy Murray al quinto set, rispettivamente contro Berrettini e Kokkinakis, e l'atteggiamento in campo di Rafael Nadal e la sua dichiarazione a fine match.

Mi colpisce come questi due campioni amino questo sport al punto di dire sempre "proviamoci", nonostante le condizioni non lo permettano o le prove da superare siano state ardue, al punto di subire interventi delicati e che, comunque, avrebbero potuto compromettere seriamente la carriera e il semplice quotidiano. Come Murray e Nadal potrei citare anche Federer, il quale fino all'ultimo ha provato a rientrare ad ogni costo, concedendosi, spalle al muro, un ultimo doppio di addio al tennis con la Laver Cup. Ci sarebbe anche Del Potro, ormai pluri operato ai polsi e al ginocchio destro.

Ritornando a Nadal, lo sappiamo benissimo, le sue condizioni di partenza all'Australian Open non erano delle migliori, causa probabile dell'infortunio all'ileopsoas della gamba sinistra. È rimasto in campo senza ritirarsi, rendendo onore al suo avversario. E poo si sa, finché non sentiremo pronunciare dalle sue labbra la parola "basta", ci riproverà; ed ecco il suo messaggio in conferenza stampa:

«Da campione in carica non mi andava di salutare il torneo con un ritiro. L'essenza dello sport è questa: ci provi fino alla fine, senza badare a quante possibilità hai di farcela. Una filosofia che ho seguito per tutta la mia carriera»

La delusione c'è, ma il campione resta... anche a parole!

Analizzando il caso Murray poi, pensando alle operazioni all'anca, l'ultima delle quali innovativa e che lo ha rimesso in campo, vengono i brividi se si pensa che era a un passo dal ritiro. Da qui il duro lavoro per tentare di tornare a essere quello dei vecchi splendori, ricostruirsi una classifica degna del suo nome. Match incredibili quelli contro Matteo Berrettini e quello in rimonta su Kokkinakis in rimonta e comunque entrambi al quinto set: in entrambi non ha dato mai la parvenza di volere abbandonare un singolo scambio, anche quando il punto sembrava perso.

I complimenti a questi due GRANDI DEL TENNIS sono dovuti. Chi ama questo sport, anzi lo sport in genere, sa quanto sia duro superare qualisiasi infortunio; perché che tu sia professionista o socio di un circolo club del tennis, non vedi l'ora di rientrare in campo e giocartela fino alla fine.

Commenta questo articolo

Tutti i campi sono obbligatori.

ARTICOLI CORRELATI