Il Safari all’interno del Greater Kruger National Park. Alla ricerca dei big five


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Leone nel Kruger National Park
Leone nel Kruger National Park

Prima che nel 2018 partissi per il Sudafrica, chiunque incontrassi e avesse visitato questo territorio non faceva altro che ripetermi che al mio ritorno avrei sofferto di mal d’Africa

Confermo! 

Vai via con una strana nostalgia che percorre il tuo corpo dal cuore alla mente, fino a ripeterti continuamente che dovrai ritornarci. Quello che si prova è difficile da spiegare a parole: odori, suoni e sensazioni che ricadono ai sensi sono unici, ma anche i silenzi della natura rotti da bisbiglii, stupori e dal rombo della land rover che riparte per proseguire il suo percorso.

In particolare voglio raccontarvi del mio soggiorno di tre giorni al Thornybush Waterside Lodge, nella riserva di Thornybush, all’interno del Greater Kruger National Park, alla scoperta dei big five: il leone, il leopardo, il rinoceronte (incluso il rinoceronte nero, specie ad alto rischio estinzione), l’elefante e il bufalo africano. Naturalmente, questo rappresenta l’obiettivo principale del tour, ma avvisterete giraffe, zebre, ippopotami, mpala, facoceri, iene, scimmie, avvoltoi e tante altre specie il cui elenco sarebbe infinito.

La riserva si estende per 115 kmq, non ha barriere che la dividono dal Kruger Park ed è una delle più apprezzate per la bravura dei ranger e la qualità degli alloggi. In particolare, il Thornybush Waterside Lodge si affaccia su un suggestivo specchio d’acqua, consta di 20 spaziosi e confortevoli chalet e aree comuni dedicate a cene particolari per la comunità ospitata. Impossibile dimenticare la cena nel “boma” (così viene chiamata questa parte della struttura), con atmosfera dedicata grazie a falò e torce accese mentre ti godi uno spettacolo tipico del posto e gusti cibo di ottima qualità. 

Proprio da qui comincia il tuo contatto con la natura e ti immergi nel contesto paesaggistico sudafricano; potresti anche aprire la porta del tuo chalet e trovarti un quadrupede a pochi passi; ma niente paura, gli animali che incontrerete all’interno sono friendly. Ad ogni modo, basta contattare la reception e un addetto viene a prendervi per accompagnarvi nella hall.

Il Safari. Nei tre giorni a disposizione sono previsti due safari al giorno a bordo dei grandi land rover 4x4, adibiti a questo genere di attività, graziosamente dotati di un sedile laterale sul cofano per il tracciatore, figura che affianca il ranger per scovare le tracce dei big five. Quindi, ci si alza presto per essere a bordo intorno alle 5:00, con rientro intorno alle 9:00 per fare colazione, e poi riposo fino a pranzo. Nel pomeriggio, intorno alle 15:00, la seconda uscita fino al tramonto. A proposito della bravura dei ranger, mi consta personalmente dovere ammettere che questi sono degli esperti straordinari. Quando vai alla ricerca dei big five si percorre tanta strada allontanandosi di molti chilometri, e tutte sembrano le stesse, ma loro riescono a orientarsi con riferimenti che fanno parte del loro bagaglio di grandi conoscitori di questo territorio. Nonostante a volte si fermino per orientarsi, riflettendo per qualche minuto, alla fine riescono sempre a riportarti indietro. Il viaggio affascinante e avventuroso è interrotto da una piccola pausa aperitivo, proprio per permettere al visitatore di godere dello scenario in cui la sagoma della vegetazione si staglia sullo sfondo giallo-arancio del tramonto africano. Così, in mezzo al nulla, mentre gusti salatini e salami tipici del posto, sorseggi la tua birra, un amaro o un whisky.

Prima di lasciarvi alla visione di alcune foto e qualche video, vorrei lasciare qualche consiglio su cosa non dimenticare prima del safari. È sempre bene organizzarsi portando:

  • cappellino e/o foulard per ripararsi dal caldo o dalla pioggia in base al periodo, così come dalle zanzare, anche se a dicembre, quando ho fatto questo viaggio, devo dire di non aver sofferto di questa fastidiosa presenza;
  • repellenti per zanzare;
  • occhiali da sole;
  • acqua;
  • k-way;
  • una t-shirt a manica lunga;
  • scarpe comode, magari non di colore chiaro.

A questo elenco voglio aggiungere, ove sia possibile, anche una macchina fotografica. Ero l’unico ad averne una, tutto il gruppo faceva foto con smartphone, e consentitemi di dirlo, la fotografia non è un’espressione artistica che può essere esercitata con uno device qualsiasi o, quanto meno, non quando visiti posti come questi. Avere a disposizione uno "zoom" è importante per avere un’immagine più grande e dettagliata, essendo costretti a fotografare dal land rover, e vi aiuterà anche ad avere ricordi migliori di quella natura, come quelli miei, incorniciati e appesi alle pareti di casa. A prescindere dallo strumento tecnologico che utilizzerete per immortalare, ricordatevi di evitare l’uso di flash, che potrebbero urtare la sensibilità degli animali diventando aggressivi.

A questo punto vi lascio ad alcuni dei miei scatti fotografici e alla visione di un video di quei momenti, che ho appositamente montato.

Safari in Sudafrica nel Kruger Park

Kruger National Park

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